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Autore: Tina Bordino

NUOVA SABATINI GREEN

NUOVA SABATINI GREEN

01/01/2023

Dal 01/01/2023 sarà attiva la misura Nuova Sabatini Green che prevede la concessione, da parte di banche e intermediari finanziari , di finanziamenti alle PMI per sostenere gli investimenti, nonché di un contributo da parte del Ministero rapportato agli interessi sui predetti finanziamenti.

L’articolo 1, comma 227, della legge n. 160 del 2019 (legge di bilancio 2020) ha disposto l’attribuzione di una specifica dotazione finanziaria nell’ambito delle risorse destinate alla misura Nuova Sabatini, per investimenti a basso impatto ambientale da parte di micro, piccole e medie imprese.

Nello specifico, si tratta di «investimenti green» correlati all’acquisto, o acquisizione con leasing finanziario, di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, a basso impatto ambientale, nell’ambito di programmi finalizzati a migliorare l’ecosostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi.

Per tali operazioni l’agevolazione è concessa alla PMI nella forma di un contributo in conto impianti il cui ammontare è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento ad un tasso d’interesse annuo pari al 3,575 per cento.

Per informazioni contattare la mail bandi@sicures.it

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BANDO SICUREZZA LAVORO SETTORE MODA

Bando Sicurezza Lavoro settore moda

Finanza Agevolata

Bando per il sostegno a investimenti finalizzati al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro: prima applicazione per il Settore Moda.

Finalità e obiettivi
La Regione Toscana con il presente bando intende aumentare il livello di salute e sicurezza dei lavoratori attraverso il sostegno a imprese della filiera della moda che realizzino interventi, oltre gli obblighi di legge, con l’applicazione di innovativi metodi organizzativi di lavoro e dei processi di produzione. Tale obiettivo è promosso tramite la concessione di un contributo a fondo perduto a sostegno degli investimenti innovativi materiali ed immateriali effettuati da parte di attività economiche e produttive ed espressamente finalizzati a qualificare la gestione della sicurezza sui luoghi di lavoro tramite notarizzazione dei processi attraverso l’utilizzo di tecnologia blockchain e/o l’adesione alla norma tecnica ISO 45001 “Sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro – Requisiti e guida per l’uso”.

Dotazione finanziaria
La dotazione finanziaria disponibile è pari a € 3.000.000,00.

Valore massimo progetti
L’aiuto è concesso ai sensi del Reg UE 1407/2013 (de minimis) sotto forma di contributo a fondo perduto pari al 40% del totale delle spese ammissibili e per un importo non inferiore a € 8.000,00 e non superiore a € 50.000,00.

Nel caso in cui il progetto presentato sia stato condiviso dal proponente con l’impresa committente e/o con altre imprese appartenenti alla stessa filiera e l’accordo preveda l’utilizzo di metodi e tecnologie comuni, nonché l’implementazione di un modello uniforme di innovazione nell’organizzazione aziendale (con relativa attestazione di quest’ultima) l’importo massimo del contributo è pari ad € 60.000,00.

Termini di realizzazione dei progetti
I progetti devono realizzarsi entro 12 mesi dalla data di avvio del progetto che può essere anche anteriore alla presentazione della domanda ma non precedente al 01/01/2022. Possono pertanto essere presentate domande per progetti già avviati con spese parzialmente realizzate.

Beneficiari
Micro, piccole e medie imprese (MPMI) compresi i liberi professionisti (equiparati alla imprese ai sensi della delibera di Giunta regionale n. 240/2017), così come definite dall’allegato I del Reg. (UE) n. 651/2014, se esercitanti un’attività economica identificata come prevalente rientrante in uno dei Codici ATECO ISTAT 2007 (consultabili a questo link)della Filiera Produttiva della Moda come specificati dal bando.

Per le imprese estere, occorre produrre documentazione equipollente ai bilanci e ai DM10 redatta nella forma prevista dalla Legislazione vigente del Paese di origine, legalizzata da parte delle rappresentanze consolari italiane del paese di provenienza e munita di traduzione asseverata da parte di un interprete iscritto all’apposito ruolo del tribunale. 

Le domande potranno essere presentare a partire dalle ore 14:00 del 12/12/2022.

Per informazioni contattare la mail bandi@sicures.it

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Addetto Antincendio

Addetto Antincendio

Formazione Figure Sicurezza

Percorsi formativi per addetti Antincendio ai sensi del D.M. 02/09/2021

Destinatari:
La normativa prevede che i lavoratori incaricati dal datore di lavoro come addetti della squadra antincendio debbano essere adeguatamente formati.
I contenuti e la durata dei percorsi formativi variano a seconda del rischio di incendio dell’azienda in cui devono operare.

Durata del corso:
ATTIVITÀ LIVELLO 1: durata 4 ore
ATTIVITÀ LIVELLO 2: durata 8 ore
ATTIVITÀ LIVELLO 3: durata 16 ore

Contenuti del corso:
I corsi di formazione prevedono una parte teorica ed una parte pratica, comprensiva di prove di spegnimento incendi ed esercitazioni sul campo.
Tutti i percorsi terminano con una verifica del livello di apprendimento degli allievi.
Sicures è in grado di preparare gli addetti della squadra antincendio all’esame dei Vigili del Fuoco per ottenere l’idoneità tecnica di prevenzione incendi.

L’addetto al fine di mantenere la propria qualifica deve poi seguire un aggiornamento obbligatorio QUINQUENNALE della durata di 2, 5 o 8 ore a seconda del livello di attività.

Sicures è in grado di organizzare i corsi per tutti i livelli di attività, sia direttamente presso la sede del cliente che presso le nostre aule.
Per informazioni contattare la mail formazione@sicures.it

Consultate il nostro calendario formativo per conoscere le prossime programmazioni. 

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EMISSIONI IN ATMOSFERA: ADEGUAMENTO AL PIANO REGIONALE PER LA QUALITÀ DELL’ARIA AMBIENTE (PRQA)

EMISSIONI IN ATMOSFERA: ADEGUAMENTO AL PIANO REGIONALE PER LA QUALITÀ DELL’ARIA AMBIENTE (PRQA)

04/11/2022

Entro il 31/12/2022 i gestori delle attività in possesso di titoli di autorizzazione alle emissioni che non risultano allineati ai valori limite individuati alle Parte Seconda dell’Allegato 2 (Documento tecnico) del PRQA devono presentare richiesta di adeguamento per aggiornamento del titolo emissivo formalizzata come comunicazione, ai sensi dell’art. 6 del DPR 59/2013 o dell’art. 269 comma 8 del D.Lgs. 152/2006.

L’Allegato 2 “Documento tecnico con determinazione di valori limite di emissioni e prescrizione per le attività produttive” al Piano regionale per la qualità dell’aria ambiente (PRQA), approvato con DCRT n. 72/2018, disciplina, ai sensi dell’art. 271 comma 4 del D.Lgs 152/06, i valori limite di emissione e le relative prescrizioni, idonei al perseguimento di un miglioramento della qualità dell’aria in relazione al comparto industriale e più in generale a quello delle attività produttive. Tutte le attività dotate di una autorizzazione alle emissioni in atmosfera rilasciata secondo le previsioni normative previgenti all’entrata in vigore del Piano (1° Settembre 2018) dovranno risultare adeguate ai criteri ed ai valori limite indicate nel Documento tecnico di cui trattasi entro il 1° gennaio 2025.

L’adeguamento è necessario per gli impianti ai quali si applica il PRQA, ossia a quelli in possesso di autorizzazione alle emissioni in atmosfera, rilasciata ai sensi dell’art. 269 del D.lgs. 152/2006, autorizzati in AUA o con atto settoriale.

Per le attività soggette ad AIA l’adeguamento è necessario solo nei rari casi in cui il vigente titolo autorizzativo per gli inquinanti prodotti non sia, per effetto delle BAT di Settore, allineato a valori limite uguali o inferiori a quelli previsti nel PRQA o nel caso in cui il PRQA prenda in considerazione altri parametri aggiuntivi.

La comunicazione relativa all’adeguamento, deve essere presentata anche per gli stabilimenti in possesso di autorizzazione alle emissioni in atmosfera rilasciata nell’ambito di una autorizzazione unica che per espressa previsione di legge ricomprende e sostituisce tutti i titoli abilitativi necessari alla costruzione ed esercizio dell’attività.

Nel caso in cui l’autorizzazione vigente sia già allineata per valori limite e per parametri da monitorare al PRQA, anche se anteriore all’entrata in vigore del documento non dovrà essere oggetto di alcuna comunicazione, fatte salve le verifiche successive sul rispetto dei limiti e sull’effettivo allineamento.

OGGETTO DELL’ADEGUAMENTO

Gli adeguamenti imposti dalla Regione Toscana per le finalità di miglioramento della qualità dell’aria sono previsti per gli impianti esistenti del PRQA e riguardano esclusivamente i valori limite di emissione l’estensione e/o modifica della tipologia di inquinanti previsti ed eventualmente della frequenza di monitoraggio, da rideterminare sulle emissioni già autorizzate.

Nell’ambito dell’Allegato 2 (Documento tecnico) del PRQA, l’obbligo di adeguamento è pertanto riferito ai nuovi valori limite di emissione laddove essi siano più restrittivi di quelli autorizzati, mentre le altre prescrizioni del Piano che tipicamente sono assegnate al momento dell’aggiornamento degli atti, saranno immediatamente oggetto di valutazione solo in caso di modifiche sostanziali o rinnovo del titolo.

L’adeguamento degli impianti esistenti, non dovrà quindi in questa fase tipicamente riguardare una revisione istruttoria dell’intero stabilimento (come richiesta invece dal PRQA per i nuovi impianti e per le modifiche sostanziali), ma interesserà essenzialmente l’adeguamento ai limiti emissivi specificati per ogni tipologia di inquinante o di impianto individuata rispettivamente in Allegato 1 e 2 alla parte Seconda dell’Allegato 2 (Documento tecnico) del PRQA

MEDI IMPIANTI DI COMBUSTIONE

Per i medi impianti di combustione esistenti di potenza termica nominale superiore a 5 MW si devono seguire le indicazioni normative del D.Lgs 152/06, che prevedono l’obbligo di presentazione della comunicazione di adeguamento entro il 31/12/2022.

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OBBLIGO ETICHETTATURA AMBIENTALE DEGLI IMBALLAGGI

OBBLIGO ETICHETTATURA AMBIENTALE DEGLI IMBALLAGGI

04/11/2022

Dal 1° gennaio 2023 entrano in vigore i nuovi obblighi per i produttori di imballaggio a seguito dell’entrata in vigore del D. Lgs. 116/2020 in recepimento delle nuove regole UE sugli imballaggi che hanno reso l’etichettatura obbligatoria. L’etichettatura ambientale degli imballaggi consiste nell’applicare un’etichetta su tutti gli imballaggi immessi sul mercato italiano, per facilitarne la raccolta, il riutilizzo, il recupero e il riciclaggio, quest’ultima fornisce informazioni sia sulla composizione degli imballaggi, sia sul loro corretto smaltimento da parte del consumatore.
L’apposizione di entrambe le tipologie di informazioni è obbligatoria per i soli imballaggi immessi nel territorio italiano e deve essere applicata a tutte le parti separabili manualmente (es: bottiglia e tappo). In caso di esportazione, occorre verificare eventuali disposizioni emanate dagli Stati di destinazione.

L’obbligo di etichettatura è da intendersi come una responsabilità condivisa tra produttori (fabbricanti, trasformatori e importatori di imballaggi vuoti e di materiali di imballaggio) e utilizzatori di imballaggi (commercianti, riempitori e importatori di imballaggi pieni).
L’apposizione fisica dell’etichetta è a carico del produttore, l’utilizzatore è tenuto a fornire al produttore eventuali informazioni richiestogli necessarie alla corretta compilazione dell’etichetta e, successivamente, a verificare che l’imballaggio acquistato rispetti i requisiti di legge.

Tale ultimo adempimento può essere assolto dall’utilizzatore, ad esempio, richiedendo al proprio fornitore di imballaggi una dichiarazione di conformità dell’etichettatura ambientale.

Tutti gli imballaggi acquistati entro il 31 Dicembre 2022 sono esentati dall’obbligo di etichettatura ambientale.

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Consulenze Lean Safety

Consulenze Lean Safety

Lean e Six-Sigma

Molte aziende vivono ancora l’attuazione delle misure di prevenzione e protezione sul lavoro come un obbligo che comporta costi e rallentamenti, senza generare un reale valore aggiunto.

Questo approccio può essere superato grazie alla Lean Safety, che consente di coniugare

  • efficienza
  • soddisfazione del cliente
  • sicurezza sul lavoro
  • ottimizzazione delle risorse.

La Lean Safety applica i principi del Lean Thinking agli obiettivi di miglioramento della salute e sicurezza sul lavoro, attraverso:

  • riduzione degli sprechi (metodo dei 7 sprechi + 1);
  • analisi delle cause radice dei potenziali pericoli (metodo 5 Why’s o Fishbone);
  • coinvolgimento dei lavoratori (Stand-up Meeting);
  • riorganizzazione dei posti di lavoro (metodo delle 5S);
  • corretta gestione delle informazioni (Visual Management);
  • sistemi di prevenzione specifici (Poka-Yoke);
  • scelta delle soluzioni più efficaci (matrice costi/benefici).

Siamo in grado di supportare la vostra azienda nella scelta dei metodi e delle soluzioni applicative più adatte alle vostre esigenze.

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Valutazione Rischio fulminazione

Valutazione rischio fulminazione

Salute e Sicurezza sul Lavoro

Il rischio fulminazione, i suoi possibili effetti e le misure di protezione per persone e beni vengono valutati in relazione a:

  • tipologia della struttura;
  • attività svolta;
  • localizzazione geografica e altimetrica.

È quindi necessario analizzare le caratteristiche funzionali e dimensionali della struttura, la presenza di linee elettriche, i possibili danni alla struttura, la perdita di funzionalità e i rischi per le persone.

Il Datore di Lavoro deve effettuare tale valutazione ai sensi del D.Lgs. 81/08 e in riferimento alla norma CEI EN 62305.

Il servizio proposto comprende le seguenti attività:

  • sopralluogo presso lo stabilimento o la sede;
  • raccolta degli elaborati plano-volumetrici relativi a dimensioni e caratteristiche strutturali;
  • raccolta dei dati relativi alla presenza di aree specifiche a rischio incendio o esplosione;
  • determinazione delle caratteristiche dell’impianto elettrico e di messa a terra;
  • determinazione della densità di fulmini a terra nell’area dello stabilimento;
  • redazione del documento di valutazione del rischio.

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Servizio di mappatura dei flussi aziendali e reingegnerizzazione dei processi (BPR Business Process Reengineering)

Reingegnerizzazione dei processi (BPR Business Process Reengineering)

Lean e Six-Sigma

Le attività previste comprendono servizi di analisi, consulenza e affiancamento finalizzati a orien­tare e supportare le imprese nel cambiamento organizzativo, con impatti sulle strutture organizzati­ve, sulle procedure e sui ruoli aziendali.

Saranno mappati:

  • processi organizzativi
  • gli approcci di supporto all’implementazione di nuove strutture
  • le procedure organizzative e di gestione del cambiamento.

Nello specifico un intervento di riprogettazione prevede:

  • l’identificazione dei processi strategici per l’azienda;
  • l’analisi della situazione esistente;
  • la mappatura dei processi (analisi As-Is);
  • l’individuazione delle criticità e delle aree suscettibili di miglioramento;
  • lo studio delle possibili soluzioni;
  • la riprogettazione organica del processo (To-Be).

Verrà operata una revisione radicale dei processi, che può comportare il loro completo ripensa­mento.

Essendo la riprogettazione un cambiamento profondo delle modalità operative dell’azienda, l’attività risulta essere di lunga durata, caratterizzata da un elevato livello di complessità, da costi significa­tivi e dalla necessità di un coinvolgimento convinto di tutta l’organizzazione.

Per questo motivo, quando dall’analisi emergono processi già ben strutturati e funzionanti, può ri­sultare più opportuno intervenire con azioni di miglioramento meno invasive, quali aggiustamenti, ottimizzazioni o perfezionamenti dell’operatività.

Generalmente la riprogettazione mira anche a rendere l’organizzazione più snella e flessibile ed è rivolta in particolare ai processi critici, ossia a quelli che incidono maggiormente sul prodotto o sul servizio finale.

Le attività di reingegnerizzazione si articolano normalmente in tre fasi:

  • studio e analisi della situazione esistente;
  • progettazione;
  • consulenza per l’effettiva implementazione del cambiamento e alla sua gestione.

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Consulenza integrata Lean Six-Sigma

Consulenza integrata Lean Six-Sigma

Lean e Six-Sigma

Il metodo Lean Six-Sigma coniuga la filosofia Lean con il modello di gestione della qualità Six-Sigma:

  • il suo obiettivo è arrivare a un controllo del processo tale da garantire la minore variabilità possibile e, di conseguenza, la minore difettosità;
  • può essere applicato ad aziende pubbliche o private di qualsiasi settore, sia produttive sia di servizi;
  • rappresenta oggi un vero e proprio modello di gestione manageriale dell’intero business aziendale;
  • si integra efficacemente anche con percorsi legati alla sicurezza, alla gestione ambientale e, più in generale, alla sostenibilità;
  • attraverso di esso di può acnhe misurare e valorizzare l’eccellenza dei processi.

Il nome del metodo deriva da 6 σ, indicatore di dispersione che rappresenta l’obiettivo finale: otte­nere una probabilità di soli 3,4 difetti per un milione di unità prodotte, corrispondente a un rendi­mento del processo pari al 99,99966%.

Perché integrare i due metodi?

Lean e Six-Sigma vengono applicati con successo in modo integrato perché perseguono obiettivi complementari:

  • il Six-Sigma consente il controllo statistico dei processi;

la metodologia Lean permette di aumentare velocità e flessibilità.

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Servizio di consulenza in progetti di miglioramento tramite metodo DMAIC

Servizio di consulenza in progetti di miglioramento tramite metodo DMAIC

Lean e Six-Sigma

Il DMAIC è un metodo che permette di realizzare progetti di miglioramento, più o meno complessi, in maniera organizzata e rigorosa, suddividendo le attività in 5 fasi consecutive.

L’acronimo utilizzato per denominare questo metodo richiama le diverse fasi operative:

  • DEFINE – Risponde alle domande: “Qual è il problema?”, “Qual è il progetto?”.

 Nella fase di Define viene individuato un progetto preciso. Può trattarsi di un progetto di miglioramento oppure della soluzione di un problema che non è stato possibile risolvere con metodi più semplici.

  • MEASURE – Risponde alla domanda: “Quanto è grande il problema?”.

Il problema deve essere misurato, sia per comprenderne la rilevanza, sia per verificare, al termine del percorso, se vi sia stato un miglioramento. Occorre quindi stabilire indicatori significativi per inquadrare il problema.

  • ANALYZE – Risponde alla domanda: “Quali sono le cause radice del problema?”.

Non è possibile individuare soluzioni efficaci nel lungo periodo senza conoscere le cause radice del problema. Per questa analisi possono essere utilizzate diverse tecniche, come il metodo 5 Why oppure il diagramma Fishbone (lisca di pesce).

  • IMPROVE – Risponde alla domanda: “Quali sono le possibili soluzioni?”.

Le possibili soluzioni possono essere molteplici. Devono essere individuate, analizzate e valutate per selezionare le più efficaci. Solo dopo questa fase verranno concretamente im­plementate.

  • CONTROL – Risponde alle domande: “Le soluzioni implementate funzionano?” e “Come rendere dura­turi i risultati nel tempo?”.

Questa fase viene spesso trascurata, ma è fondamentale perché consente di creare basi solide per mantenere i risultati raggiunti nel tempo.

Identificazione del progetto e della baseline

La prima fase del progetto prevede attività di analisi, consulenza e affiancamento finalizzate a orientare e supportare le imprese nel cambiamento, con impatto sulle strutture organizzative.

Saranno analizzati i dati disponibili oppure verranno fornite indicazioni per la loro raccolta e anali­si, al fine di identificare con precisione l’ambito del progetto di miglioramento.

È infatti fondamentale, ai fini del raggiungimento degli obiettivi, che il progetto venga selezionato con grande accuratezza.

In questa fase saranno svolte le seguenti attività:

  • identificazione delle aree aziendali sulle quali intervenire
  • consulenza nell’individuazione del team di progetto; il team potrà essere costituito da risorse interne e da tecnici esterni, a seconda delle competenze necessarie
  • identificazione della baseline e analisi dei dati
  • consulenza nell’identificazione e formulazione degli obiettivi aziendali
  • elaborazione della Project Charter, strumento guida per l’implementazione del progetto

Consulenza operativa

La consulenza in questa fase si basa sul supporto alla gestione del progetto di cambiamento median­te la tecnica DMAIC.

I flussi di processo saranno descritti mediante la tecnica SIPOC o altre metodologie equivalenti.

Potranno essere utilizzate tecniche quali Kanban, 5S, 5 Why, Poka Yoke, ecc.

Potranno inoltre essere effettuati test di controllo finalizzati a verificare che i nuovi flussi operativi progettati rispondano alle esigenze e agli obiettivi dell’azienda.

Per tutta la durata della fase sarà necessario un costante coordinamento con il team di progetto.

Assistenza nel trasferimento e nell’adozione delle nuove procedure

In questa fase il progetto assume piena concretezza.

Saranno svolte sessioni di affiancamento e formazione finalizzate all’implementazione dei cam­biamenti.

Lo scopo è raggiungere miglioramenti duraturi e sostenibili nel tempo.

La fase comprende anche l’elaborazione di un Control Plan conclusivo, con l’obiettivo di:

  • aiutare l’azienda nel monitoraggio costante del processo
  • stabilire indicatori utili a determinare quando il processo rimane sotto controllo statistico o quando risultano necessarie specifiche azioni correttive

Al termine di ciascuna fase verrà effettuata una Tollgate Review, finalizzata alla verifica dello stato di avanzamento del progetto.

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