Autore: Sicures
AI Act: La tua azienda è a norma? Guida pratica ai nuovi obblighi e alle sanzioni
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AI Act: La tua azienda è a norma?
Guida pratica ai nuovi obblighi e alle sanzioni
L’AI Act (Regolamento UE 2024/1689) è ufficialmente in vigore: contenuti e sanzioni
L’AI Act (Regolamento UE 2024/1689) regola l’uso dell’Intelligenza Artificiale in azienda secondo un principio molto semplice: maggiore è il rischio per i diritti delle persone, più severi sono gli adempimenti richiesti.
Se nella tua organizzazione utilizzate tool di AI (come Deployer, ovvero utilizzatori professionali) o sviluppate software dedicati (Fornitori), è fondamentale capire come muoversi per evitare sanzioni pesantissime.
1. La piramide del rischio: dove si posiziona la tua azienda?
Il Regolamento divide l’AI in quattro categorie:
-
Rischio Inaccettabile (Sistemi VIETATI): Sistemi di social scoring, manipolazione comportamentale o riconoscimento delle emozioni sul posto di lavoro e nelle scuole. Adempimento: Divieto assoluto, già attivo.
-
Rischio Alto: Sistemi usati in settori critici come la selezione del personale, la valutazione del credito, l’istruzione o la gestione delle infrastrutture.
-
Rischio Limitato: Tool di uso comune come Chatbot e AI Generativa (es. generazione di testi, immagini, video o codice).
-
Rischio Minimo: Filtri antispam o semplici elaborazioni grafiche. Nessun obbligo specifico.
2. Gli adempimenti obbligatori da implementare
A seconda del tipo di utilizzo, la legge prevede passaggi chiave non rimandabili:
Per TUTTE le aziende (Requisito di base)
-
Alfabetizzazione sull’AI (Art. 4): È obbligatorio formare il personale che utilizza i sistemi AI. I dipendenti devono comprendere il funzionamento, i limiti e i rischi dei tool usati quotidianamente (anche il semplice utilizzo di ChatGPT o Copilot nei flussi di lavoro).
Per chi usa AI a Rischio Limitato (Contenuti e Chatbot)
-
Trasparenza ed Etichettatura (Art. 50): Gli utenti devono sapere che stanno interagendo con un’AI. I contenuti generati (testi, immagini, audio, video, documenti o software) devono contenere marcatori tecnici (watermarking) o dichiarazioni esplicite.
-
Valutazione d’Impatto sulla Protezione dei Dati (DPIA) ove necessario.
Per i Sistemi ad Alto Rischio (Scadenze 2026-2027)
I requisiti in questo caso sono rigorosi e richiedono un sistema documentato:
-
Governance dei dati e dei rischi: Processi per mitigare i rischi e controllo della qualità dei dati per evitare discriminazioni (bias).
-
Tracciabilità e Log: Creazione di un fascicolo tecnico e registrazioni automatiche delle attività del sistema.
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Sorveglianza Umana: Garantire che un esperto possa monitorare, intervenire o disattivare il sistema in ogni momento.
-
Valutazioni d’impatto avanzate (DPIA e FRIA) sui diritti fondamentali.
3. Il rischio concreto: Sanzioni e “Doppio Binario”
Le sanzioni previste dall’AI Act sono particolarmente severe. Per le PMI si applica il valore minore tra le percentuali e i massimali indicati, mentre per le grandi aziende il maggiore:
| Livello di Violazione | Sanzione Massima |
| Uso di pratiche AI vietate | Fino a 35.000.000 € o il 7% del fatturato mondiale |
| Inosservanza degli obblighi (es. trasparenza o requisiti Alto Rischio) | Fino a 15.000.000 € o il 3% del fatturato mondiale |
| Informazioni false o incomplete alle autorità | Fino a 7.500.000 € o l’1% del fatturato mondiale |
⚠️ Attenzione all’effetto cumulativo: Le sanzioni dell’AI Act si aggiungono a quelle del GDPR (Privacy). Se un sistema AI per la selezione del personale discrimina i candidati senza una base giuridica corretta, l’azienda rischia una doppia sanzione: una dalle Autorità per l’AI (ACN e AgID) e una dal Garante Privacy.
Evita i rischi: adegua la tua azienda con il nostro supporto
Introdurre l’Intelligenza Artificiale in azienda offre straordinarie opportunità di efficienza, ma richiede una governance rigorosa per non trasformarsi in un boomerang legale ed economico.
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Privacy e Trasparenza Retributiva: Cosa cambia per le aziende con il D. Lgs. 96 del 2026
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Privacy e Trasparenza Retributiva: Cosa cambia per le aziende con il D. Lgs. 96 del 2026
Privacy e Imprese
È stato ufficialmente approvato e pubblicato il D. Lgs. n. 96 del 2026, che recepisce la Direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza retributiva.
Mentre il dibattito pubblico si sta concentrando principalmente sulle complessità gestionali e operative dell’applicazione, ci preme rassicurarvi sul fatto che il testo non introduce criticità o problematiche legate alla sicurezza informatica, ma definisce regole precise a tutela della Privacy e della gestione dei dati personali dei lavoratori (in piena conformità con il GDPR).
Di seguito vi sintetizziamo in modo chiaro e accessibile le principali novità in ambito Privacy che ogni azienda dovrà rispettare:
I 5 punti chiave della nuova normativa in ambito Privacy:
- 1. Stop allo “storico stipendi” nei colloqui (Art. 5, c. 2) In fase di selezione e recruitment, è severamente vietato chiedere ai candidati informazioni sulle retribuzioni percepite nei rapporti di lavoro attuali o precedenti. I processi di selezione dovranno quindi basarsi esclusivamente sulle competenze e sui budget previsti per la posizione.
- 2. Diritto alle medie aziendali (Art. 7, c. 1) I lavoratori hanno il diritto di richiedere e ricevere per iscritto informazioni dettagliate sui livelli retributivi medi della propria categoria, ripartiti per sesso, a patto che svolgano lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore.
- 3. Accesso blindato ai dati sensibili (Art. 11, c. 2) Qualora la diffusione delle medie retributive possa comportare l’identificazione (diretta o indiretta) di un singolo lavoratore specifico, l’accesso ai dati è rigorosamente riservato solo ai rappresentanti dei lavoratori, all’Ispettorato del lavoro e agli organismi territoriali per la parità. I rappresentanti forniranno consulenza ai lavoratori senza mai svelare lo stipendio effettivo del singolo collega.
- 4. Regole speciali per le PMI (Art. 7, c. 8 e Art. 9, c. 4) Nelle realtà più piccole, il rischio di identificare lo stipendio di un collega è più alto. Per questo motivo, per i datori di lavoro fino a 49 dipendenti, la legge prevede tutele rafforzate e specifiche modalità di fornitura dei dati volte a salvaguardare l’anonimato.
- 5. Vincolo d’uso assoluto (Art. 11, c. 3) Tutti i dati trattati per queste finalità non possono essere usati per scopi diversi rispetto alla verifica della parità retributiva tra uomo e donna. Qualsiasi trasmissione di dati personali al di fuori di questo perimetro rimane strettamente vincolata ai limiti della normativa GDPR vigente.
🗓️ Cosa succede adesso?
Il quadro normativo è in evoluzione. L’applicazione pratica (le modalità di raccolta ed esposizione dei dati) verrà dettagliata da successivi decreti del Ministro del Lavoro, che verranno emanati soltanto dopo aver sentito il parere del Garante per la Privacy.
🎯 Cosa fare subito in azienda? Al momento non occorre modificare i sistemi informatici. L’azione immediata raccomandata è sensibilizzare l’ufficio Risorse Umane (HR) e i recruiter interni affinché eliminino la domanda sulla “retribuzione attuale/precedente” durante i colloqui di lavoro.
I consulenti di Sicures srl rimangono come sempre a vostra completa disposizione per supportarvi nell’adeguamento dei flussi documentali e nella tutela della compliance aziendale.
Immagine illustrativa generata con ChatGPT (OpenAI).
L’Evoluzione dei Sistemi di Gestione: la ISO 19011:2026 e la ISO 9000:2026 si aggiornano
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Nuovi standard, nuove competenze: le norme ISO 19011 e ISO 9000 si aggiornano al 2026
Il panorama normativo internazionale dei sistemi di gestione evolve: pubblicati oggi anche in italiano i testi aggiornati di due norme cardine per organizzazioni e professionisti della qualità.
🔄 L’aggiornamento normativo del 2026
Sono disponibili da oggi, in versione ufficiale italiana, le nuove edizioni della UNI CEI EN ISO 19011:2026 e della UNI EN ISO 9000:2026, due riferimenti fondamentali per chiunque operi nell’ambito dei sistemi di gestione e della qualità aziendale.
UNI CEI EN ISO 19011:2026 – Audit dei Sistemi di Gestione
Alla sua quarta edizione, la norma consolida e aggiorna la guida per la pianificazione, conduzione e gestione dei programmi di audit, con un’attenzione crescente agli scenari operativi contemporanei.
Le principali evoluzioni:
🖥️ Audit a distanza – Introdotta per la prima volta una definizione normativa degli audit condotti al di fuori del sito dell’organizzazione mediante strumenti digitali, riconoscendo ufficialmente una pratica ormai consolidata nel settore 🔐 Sicurezza e riservatezza delle informazioni – Rafforzato il presidio sui rischi legati alla gestione delle informazioni, con particolare riferimento all’utilizzo di piattaforme digitali e strumenti di comunicazione remota 🎓 Competenze degli auditor – Innalzati gli standard richiesti ai responsabili dei programmi di audit, con un profilo professionale sempre più orientato all’analisi critica e alla valutazione sistemica
🎯 Orientamento ai risultati – L’attività di audit evolve verso una valutazione dell’efficacia e delle prestazioni del sistema, superando il mero controllo di conformità formale ai requisiti
UNI EN ISO 9000:2026 – Fondamenti e Vocabolario per i Sistemi di Gestione della Qualità
La nuova edizione sostituisce la versione del 2015 e introduce aggiornamenti concettuali significativi, allineando i principi fondamentali della qualità alle trasformazioni dei contesti aziendali moderni.
Le principali novità concettuali:
⭐ Customer Experience (CX) – Il paradigma si evolve: non più solo soddisfacimento dei requisiti, ma analisi e miglioramento dell’esperienza complessiva del cliente e della sua percezione del valore ricevuto 👥 Cultura della Qualità – Maggiore enfasi sul coinvolgimento attivo delle persone e sulla diffusione trasversale dei principi di qualità a tutti i livelli organizzativi ⚠️ Risk-based thinking – Approccio aggiornato e più strutturato alla valutazione e gestione dei rischi aziendali, in linea con i moderni framework di enterprise risk management 🌱 Digitalizzazione e Sostenibilità – Integrazione di nuove definizioni che recepiscono i trend tecnologici in atto e le crescenti istanze ESG (Environmental, Social, Governance)
⚠️ Nota per le organizzazioni certificate: La ISO 9000 definisce i principi fondamentali e il vocabolario dei sistemi di gestione della qualità, ma non costituisce norma certificabile. Il riferimento per la certificazione aziendale rimane la ISO 9001, la cui revisione è prevista per la seconda metà del 2026. Le organizzazioni certificate sono invitate a monitorare l’evoluzione del processo di revisione per pianificare per tempo le eventuali azioni di adeguamento.
📩 Per informazioni e aggiornamenti sul panorama normativo, contattaci allo 0554939921 o iscriviti alla nostra newsletter.
Obiettivo Scuole Sicure: Antincendio a Scuola. Tutto sul nuovo decreto e come mettersi in regola.
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Obiettivo Scuole Sicure: antincendio a Scuola.
I punti salienti del nuovo decreto e come mettersi in regola.
Salute e Sicurezza sul Lavoro
- 9 aprile 2026: Obbligo immediato di adottare misure gestionali per mitigare i rischi.
- 8 gennaio 2027: Presentazione della SCIA per le “misure minime” (illuminazione di emergenza, estintori, allarmi e segnaletica).
- 31 dicembre 2027: Completamento di tutti gli interventi strutturali e presentazione della SCIA finale per il pieno adeguamento.
- Dirigente Scolastico: Responsabile della gestione operativa, che include l’aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), la formazione del personale, l’organizzazione di almeno 2 esercitazioni antincendio extra all’anno e la comunicazione formale delle necessità all’Ente proprietario.
- Ente Proprietario (Comune/Provincia): Responsabile degli interventi strutturali e impiantistici, nonché del relativo finanziamento.
Per informazioni contattare i nostri uffici allo 0554939921
SICUREZZA LAVORO: PUBBLICATO IL BANDO ISI INAIL 2025
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PUBBLICATO IL BANDO ISI INAIL 2025
Misure per incentivare la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro
L’iniziativa è rivolta:
- alle imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura (CCIAA), secondo le distinzioni di seguito specificate in relazione ai diversi Assi di finanziamento. I
- agli enti del terzo settore, di cui al decreto legislativo n. 117/2017, come modificato dal decreto legislativo n. 105/2018, che possono accedere all’Asse 1.1 limitatamente all’intervento di tipologia d) per la riduzione del rischio da movimentazione manuale di persone.
Progetti ammissibili:
Sono finanziabili le tipologie di progetto ricomprese in 5 Assi di finanziamento:
-
- Progetti per la riduzione dei rischi tecnopatici (di cui all’allegato 1.1) – Asse di finanziamento 1;
- Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale (di cui all’allegato 1.2) – Asse di finanziamento 1;
- Progetti per la riduzione dei rischi infortunistici (di cui all’allegato 2) – Asse di finanziamento 2;
- Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto (di cui all’allegato 3) – Asse di finanziamento 3;
- Progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività (di cui all’allegato 4) – Asse di finanziamento 4;
- Progetti per micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli (di cui all’allegato 5) – Asse di finanziamento 5.
Clicca qui per il dettaglio sui Progetti principali e Interventi aggiuntivi connessi
Le risorse saranno messe a disposizione saranno ripartite per regione/provincia autonoma e per assi di finanziamento.
Il finanziamento, in conto capitale, è calcolato sulle spese sostenute al netto dell’iva, come di seguito riportato.
- per gli Assi 1.1, 2, 3, 4 nella misura del 65% dell’importo delle spese ritenute ammissibili;
- per l’Asse 1.2 nella misura dell’80% dell’importo delle spese ritenute ammissibili;
- per l’Asse 5 (5.1 e 5.2) nella misura:
- fino al 65% per i soggetti destinatari del sub Asse 5.1 (generalità delle imprese agricole);
- fino all’80% per i soggetti destinatari del sub Asse 5.2 (giovani agricoltori).
Il Bando Isi 2025, presenta diverse novità. Tra quelle di maggior interesse vi è la possibilità, per le imprese che partecipano agli Assi di finanziamento 1.1, 2, 3 e 4, di realizzare un intervento aggiuntivo, in affiancamento a quello principale, per ciascun Asse, nell’elenco degli interventi aggiuntivi ammissibili.
Chiusura procedura per la compilazione della domanda: 28 maggio 2026, ore 18:00
Per ulteriori informazioni contattare la mail bandi@sicures.it
Foto di Ziaur Chowdhury da Pixabay
Corso SOCIAL MEDIA MANAGEMENT
Scritto da Sicures il . Pubblicato in News in Primo Piano.
Corso Social Media Management
10 ottobre 2025
Usare i social media per la tua azienda è la cosa più sbagliata che puoi fare…
se non lo fai nel modo giusto!
In un mercato sempre più digitale, i social media sono diventati uno strumento indispensabile per le imprese, dalla più piccola alla più grande.
Nel 2025, tra il 75% e l’89% delle persone consulta i social di un’azienda prima di acquistare un prodotto o un servizio. Ecco perché su Instagram, Facebook, TikTok etc. la comunicazione è un fattore determinante per il successo commerciale di qualsiasi attività.
Con i social:
-
raggiungi un pubblico ampio;
-
rafforzi il brand;
-
coinvolgi direttamente i clienti;
-
incrementi le vendite a costi più che contenuti.
Sai però quante aziende non sfruttano tutto questo? Troppe.
E sai il numero di quelle che lo fanno nel modo sbagliato? Infinito.
Molti pensano solo alla quantità di informazioni da inserire in un post e non alla qualità di ciò che rendono pubblico: spesso i contenuti sono confusi e inutili, visivamente discutibili e non catturano l’attenzione.
Risultato? Il potenziale cliente mette “Mi piace” (se va bene) e va avanti:
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non compra il prodotto;
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non richiede quel servizio;
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non partecipa a quel corso;
-
non richiede una consulenza.
E tu vieni definito – e/o magari ti autodefinisci – “fossile digitale”, nemmeno fossimo ancora al tempo dei dinosauri…
C’è però una soluzione alla portata di tutti (davvero tutti) e ti basterà segnare questa data per scoprirlo:
10 ottobre 2025, 9.30-11.30
Corso SOCIAL MEDIA MANAGEMENT starter kit
Usare i social media per la tua azienda è la cosa più sbagliata che puoi fare…
se non lo fai nel modo giusto!
Scopri come con Valentina Massai – social media manager, copywriter e content creator
modalità: in presenza presso sede Sicures
Grazie a questo corso, inizierai a gestire i social aziendali nel modo corretto e in autonomia, con poche semplici azioni. I clienti non solo metteranno “Mi piace”, ma ti contatteranno, compreranno, si fidelizzeranno e diventerai un punto di riferimento per loro e per il mercato.
Tra basic skills di content creation e copywriting, editing e tecniche di persuasione, alla fine del corso anche il più grande eremita del web saprà:
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individuare un format e veicolarlo in modo coerente e funzionale;
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creare contenuti visivi che catturino l’attenzione e aumentino il traffico sulla sua pagina;
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scrivere caption efficaci che portino il lettore ad agire;
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scegliere e inserire hastags pertinenti che lo facciano conoscere fuori dalla sua cerchia di followers;
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promuovere e pubblicizzare post che attirino nuovi potenziali clienti;
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comunicare in modo coerente e coinvolgente, usando parole e frasi semplici ma vincenti.
A chi è rivolto il corso, quindi? A tutte quelle attività che vogliono sfruttare uno strumento economico per far crescere il proprio business e stare al passo con i tempi.
Il tempo per essere un “dinosauro” della comunicazione è finito! Riserva subito un posto contattandoci al numero 055-4939921 oppure all’indirizzo e-mail formazione@sicures.it
Codice di Condotta UE per l’IA: Una Guida Volontaria verso la Conformità e la Responsabilità
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Codice di Condotta UE per l’IA: Una Guida Volontaria verso la Conformità e la Responsabilità
La Commissione Europea ha introdotto un Codice di Condotta volontario per le imprese che utilizzano l’Intelligenza Artificiale (IA), con l’obiettivo di fornire indicazioni operative su trasparenza, diritti d’autore e sicurezza dei sistemi di IA. Questo strumento non vincolante è stato concepito per accompagnare le aziende verso la conformità al nuovo Regolamento europeo sull’Intelligenza Artificiale (AI Act).
Il Codice, elaborato da esperti indipendenti e stakeholder del settore, si applica in particolare a chi sviluppa o utilizza modelli di intelligenza artificiale generativi (GPAI), come chatbot e sistemi di generazione automatica di contenuti, ma le sue indicazioni sono utili anche per le imprese che impiegano strumenti IA già disponibili sul mercato (es. piattaforme HR, analisi predittive).
Il Codice si concentra su tre macro-aree fondamentali:
- Trasparenza: Richiede alle imprese di documentare chiaramente il funzionamento dei modelli IA, i dati utilizzati per l’addestramento e i limiti d’uso consentiti. Ciò implica la consapevolezza delle fonti dei dati e dei potenziali rischi di pregiudizi.
- Tutela del Diritto d’Autore: Impone che i modelli IA non utilizzino o generino contenuti protetti da copyright senza autorizzazione. Le aziende devono adottare misure attive per prevenire violazioni, inclusa la verifica delle licenze software e la formazione del personale sull’uso corretto degli strumenti AI.
- Sicurezza e Protezione: Le imprese devono monitorare i rischi legati all’uso dell’IA (es. contenuti offensivi, distorsioni dei dati), gestire incidenti e criticità, ed escludere l’uso di fonti compromesse. Questo include la predisposizione di policy interne e audit periodici.
Natura Volontaria e Benefici Strategici: Sebbene il Codice sia volontario e sarà promosso dalla Commissione e dai governi europei dalla fine del 2025, la sua adozione anticipata offre numerosi vantaggi. Permette alle imprese di prepararsi con anticipo all’AI Act, riducendo i rischi di non conformità e migliorando la gestione interna della tecnologia. Inoltre, aderire al Codice può contribuire a migliorare la reputazione e la responsabilità sociale dell’azienda.
Relazione con l’AI Act: È importante distinguere il Codice volontario dall’AI Act, il Regolamento ufficiale europeo, che è già in vigore dal 1° agosto 2024.
Il Codice UE sull’Intelligenza Artificiale rappresenta un passo cruciale per una trasformazione digitale responsabile, guidando l’adozione etica e sicura dell’IA nel rispetto dei diritti e delle normative europee.
Foto di Vicki Hamilton da Pixabay
Per informazioni, potete scrivere una e-mail a info@sicures.it o chiamare al numero 0554939921
Cosmetici: dal 1° settembre vietati prodotti con sostanze CMR
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Dal 1° settembre parte il divieto di utilizzo dei prodotti cosmetici contenenti sostanze CMR
Dal 1° settembre 2025 entra in vigore il Regolamento (UE) Regolamento (UE) 2025/877 che vieta l’utilizzo e la commercializzazione di cosmetici contenenti sostanze classificate come cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione (CMR).
Tra queste vi sono anche il Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide (Ossido di trimetilbenzoil difenilfosfina), impiegato negli smalti per unghie in gel, e Dimethyltolylamine (Dimetil-4-toluidina o N,N-dimetil-4-metilanilina) condizionante per unghie, utilizzato per migliorare l’adesione di primer, smalti e gel.
Tale divieto si applica anche gli operatori del settore che non potranno più utilizzare prodotti non conformi a partire dalla stessa data. IMPORTANTE: anche i cosmetici già in possesso non potranno più essere utilizzati.
Consigliamo pertanto di prestare grande attenzione al tema, controllando l’INCI (l’elenco degli ingredienti) dei cosmetici prima del loro acqusito e richiedere anche una dichiarazione scritta di conformità al Regolamento (UE) 2025/877 ai propri fornitori.
Per informazioni, potete scrivere una e-mail a info@sicures.it o chiamare al numero 0554939921
NUOVE LINEE DI INDIRIZZO PER LA PROTEZIONE DEI LAVORATORI DA CALORE E RADIAZIONE SOLARE
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NUOVE LINEE DI INDIRIZZO PER LA PROTEZIONE DEI LAVORATORI DA CALORE E RADIAZIONE SOLARE
Vi informiamo sull’introduzione di un importante strumento normativo a tutela della salute e sicurezza sul lavoro: l’Accordo Stato-Regioni del 19 giugno 2025 sulle “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare”.
L’obiettivo primario di queste Linee di indirizzo è offrire una visione organica e completa degli elementi necessari per prevenire lo stress da caldo e da esposizione solare, consolidando le migliori pratiche già delineate in vari documenti regionali e provinciali. Il quadro fornito è esaustivo, integrando aspetti normativi, valutativi, organizzativi e formativi.
Secondo l’Art. 28 del D.Lgs. 81/08, il datore di lavoro ha l’obbligo di valutare tutti i rischi per la salute e sicurezza, inclusa l’esposizione a microclima e radiazione solare. T, con la necessità di aggiornare le valutazioni almeno ogni quattro anni o in presenza di modifiche rilevanti ai processi o all’organizzazione del lavoro.
Ambito di Applicazione
Le linee di indirizzo si applicano a tutti i settori in cui sia prevedibile un rischio da elevate temperature o radiazione solare. Nello specifico:
Outdoor: Il rischio deriva dalla radiazione solare diretta, che può essere potenziata da superfici riflettenti e dalla mancanza di ombra.
Indoor: Il rischio da calore si presenta quando l’ambiente non è adeguatamente isolato o climatizzato e subisce forti influenze meteoclimatiche esterne. In assenza di vincoli produttivi, l’obiettivo primario deve essere il raggiungimento del comfort termico.
Fattori di Rischio ed Effetti sulla Salute
La predisposizione a malattie da calore è influenzata da fattori quali alta temperatura e umidità (anche in ambienti indoor non ventilati), insufficiente consumo di liquidi, mancato acclimatamento, abbigliamento non idoneo (pesante o impermeabile), attività fisica intensa, alimentazione inadeguata, scarsa ventilazione e suscettibilità individuale. L’esposizione diretta al sole senza ombra aggrava ulteriormente il rischio. Per quanto riguarda gli effetti della radiazione solare, la predisposizione aumenta con l’esposizione diretta ai raggi UV e la presenza di superfici riflettenti che incrementano l’irraggiamento.
Le malattie da calore possono variare dalla dermatite da sudore e dai crampi da calore fino a condizioni più gravi come lo stress da calore, l’esaurimento e il colpo di calore, che possono evolvere in vere e proprie emergenze mediche. L’esposizione solare può provocare eritemi, ustioni solari, fotocongiuntiviti e fotocheratiti, con la possibilità di danni a lungo termine alla cute e agli occhi. È fondamentale predisporre misure di primo soccorso specifiche (acqua, integratori salini, ghiaccio, mantelline esotermiche) e formare adeguatamente gli addetti al soccorso per un intervento rapido.
Valutazione del Rischio e Sorveglianza Sanitaria
La valutazione del rischio può avvalersi di misure dirette in loco o di dati previsionali/storici. Una checklist preliminare consente di identificare criticità relative a temperatura, umidità, flussi d’aria, sforzo metabolico, DPI, abbigliamento, sbalzi termici e vincoli produttivi. In caso di criticità, è richiesta una valutazione specifica e l’adozione di misure di tutela.
Per informazioni, potete scrivere una e-mail a info@sicures.it o chiamare al numero 0554939921






